I pochi che osarono negare il pregio delle convenienze sociali, delle istituzioni, degli idoli degli uomini, sono dalla più dotta critica considerati dei geniali inventori di paradossi, grandi uomini con il ‘granello di pazzia’, e tutto viene spiegato, facciamo ad esempio il caso di Leopardi, con un nome complicato, monomania o giù di lì, cercandone poi le cause con acutissimi metodi scientifici e psicologici: un amore deluso, la gobba, ecc. In questo modo si dimostra che è completamente superfluo prendere in seria considerazione le loro affermazioni sia pure per confutarle. Dante e Leopardi, Platone e Shopenhauer, Buddha e Francesco d’Assisi sono grandi e dicono cose bellissime, ma quanto poi ad aver ragione… A scuola si insegna così e noi siamo obbligati a far bene questo ipocrita veleno ai nostri figli, pur essendo, come è noto, liberi, liberissimi. E in effetti si è libero di fare qualunque cosa, purché si resti nella comune mediocrità e non si esca dal fango.
QUINZIO Sergio - Diario profetico.




